
Vivremo più a lungo, ma non necessariamente in salute. Oggi un cittadino europeo può aspettarsi di vivere in media 81 anni, ma solo 63 senza patologie significative. Il risultato è che quasi vent'anni della vita vengono spesso trascorsi convivendo con una o più malattie croniche.
È da questa considerazione che è partita Sara De Pelsmaeker, Group Health & Well-Being Director di Puratos Group, durante il BCI Forum di Torino. Ma il tema affrontato va ben oltre la salute individuale: la longevità sta emergendo come una forza capace di trasformare consumi, mercati e modelli di innovazione, ponendo nuove sfide anche per il settore bakery.
Lo dimostrano le cosiddette Blue Zones, le aree del mondo, Italia compresa, dove le persone vivono più a lungo mantenendo elevati livelli di attività e benessere. Studiare questi modelli aiuta a comprendere quali fattori contribuiscano a una vita sana e come l'alimentazione possa giocare un ruolo determinante.
I numeri raccontano un'urgenza crescente. Secondo il World Economic Forum, il costo nascosto dei sistemi alimentari globali ammonta a circa 19 mila miliardi di dollari, di cui 11 mila miliardi legati a malattie croniche e spese sanitarie. Nel frattempo la popolazione continua a invecchiare: in Italia gli over 65 rappresentano già il 22% dei cittadini e nel 2050 arriveranno a costituire circa un terzo della popolazione. Parallelamente aumenta la diffusione dell'obesità, con impatti sempre più rilevanti sulla salute pubblica.
In questo contesto sta emergendo un elemento destinato a influenzare profondamente il mercato alimentare: i farmaci GLP-1. Nati per il trattamento del diabete e oggi sempre più utilizzati per la gestione del peso, stanno modificando le abitudini di consumo di milioni di persone. Negli Stati Uniti, dove il fenomeno è più avanzato, i consumatori che li utilizzano hanno ridotto dell'8% i volumi di prodotti da forno dolci acquistati. Un dato che, secondo De Pelsmaeker, merita attenzione da parte dell'intera industria alimentare.
Il messaggio è chiaro: il cambiamento è già iniziato. E per il bakery questo scenario rappresenta allo stesso tempo una minaccia e un'opportunità.
Da una parte cresce la richiesta di alimenti che contribuiscano concretamente al benessere quotidiano; dall'altra, molte delle principali sfide della longevità possono essere affrontate proprio attraverso il cibo. Non è un caso che quasi tutti i fattori associati a un invecchiamento sano passino, in misura diversa, dalle scelte alimentari.
È qui che il settore bakery può giocare un ruolo strategico. Pane, prodotti da forno e snack accompagnano infatti diversi momenti della giornata, dalla colazione alla cena, offrendo un'opportunità unica per integrare nutrienti e ingredienti funzionali nelle abitudini quotidiane dei consumatori. A una condizione, però: il beneficio nutrizionale non può andare a discapito del gusto, della texture o del piacere di consumo.
Durante il suo intervento, De Pelsmaeker ha individuato cinque aree di sviluppo particolarmente promettenti. La prima riguarda la salute metabolica e la riduzione degli zuccheri, per rispondere alle esigenze di chi desidera controllare il peso corporeo. Seguono le proteine, sempre più importanti per preservare la massa muscolare nel corso della vita, e il segmento dei prodotti dedicati ai consumatori senior, già molto sviluppato in mercati come il Giappone. Grande attenzione anche al microbioma e alla salute intestinale, ambito nel quale fermentazione e lievito madre stanno acquisendo una rilevanza crescente. Infine, si affaccia la prospettiva di alimenti capaci di dialogare con l'enorme quantità di dati sulla salute che i consumatori raccolgono attraverso dispositivi e applicazioni digitali.
E il pane? Secondo De Pelsmaeker può essere parte integrante di una dieta orientata alla longevità, soprattutto attraverso ingredienti come fibre, lievito madre e cereali germogliati, che contribuiscono a migliorare il profilo nutrizionale del prodotto e la disponibilità di alcuni micronutrienti.
La riflessione finale va oltre la formulazione delle ricette. La vera sfida riguarda il ruolo stesso del bakery nella società contemporanea. Oggi il settore potrebbe trovarsi di fronte a un'opportunità simile a quella che ha trasformato il mercato dei latticini quando prodotti come yogurt e fermentati hanno iniziato a essere associati a benefici specifici per la salute.
In altre parole, non si tratta semplicemente di aggiungere fibre o proteine a un prodotto esistente. Si tratta di ripensare il pane come uno strumento quotidiano di benessere.
Perché la longevità non è un tema che riguarda soltanto gli anziani. È una tendenza che attraversa tutte le generazioni e che sta ridefinendo il rapporto tra alimentazione, prevenzione e qualità della vita. E, come ha sintetizzato Sara De Pelsmaeker rivolgendosi alla platea del BCI Forum, la domanda per le aziende è una sola: il cambiamento accadrà al settore o sarà il settore a guidarlo?





